"Il diario di Guerra di Romeo"

Tratto dal libro:

“La promessa e la memoria – L’eredità della gioventù in un diario di guerra - Diario di Romeo Semproni, Ragazzo del ‘99” di Nicoletta Grieco

Realizzazione e Regia: Gianni Silano

con la collaborazione di Serena Ottardo e dell’Associazione “Teatro Verde”

finanziato da Associazione Italiana Ciechi di Guerra - 2025


Lo spettacolo “Diario di guerra di Romeo” è tratto dal libro di Nicoletta Grieco “La promessa e la memoria”. Il libro, che alterna al diario scritto da Romeo Semproni (un ragazzo del ‘99 partito per la guerra a soli diciassette anni) il commento dell’autrice, è stato raccontato nella forma di un’appassionante e commovente lettura scenica, con immagini e proiezioni video. Serena Ottardo e Gianni Silano, oltre ad aver dato lettura di ampi brani, hanno proposto anche una piccola antologia di canzoni originali e della tradizione, vero filo rosso che lega l’intera narrazione, rigorosamente cantate e suonate dal vivo. Nel gioco teatrale, infine, irrompe la figura di Paolina Semproni, madre di Romeo, nel libro evocata solo nelle cartoline scritte dal figlio ma che in scena prende vita in tutta la sua forza e drammaticità. I suoi monologhi sono lucide e amare riflessioni sull’inutilità della guerra, ma anche una vibrante denuncia contro ogni tentativo di considerare il conflitto una possibile soluzione ai problemi dell’umanità, un grido di dolore (il suo e quello di tutte le altre madri) per un ragazzo strappato alla casa e mandato a combattere così giovane per la Patria. Sarà solo l’attesa del suo ritorno, durata un anno e mezzo, a darle la forza per continuare a vivere.



Tour teatrale in cinque Istituti Scolastici romani di Gianni Silano

Nel corso dell’anno scolastico 2024/25, grazie ad un finanziamento stanziato dall’Associazione Italiana Ciechi di Guerra, è stato possibile effettuare un tour teatrale, articolato in cinque matinée, dal 7 all’11 aprile, in altrettanti Istituti Scolastici romani. Lo spettacolo, dal titolo “Il diario di Romeo. Un ragazzo del ‘99” è stato rappresentato in tre Istituti Secondari di Primo grado. Negli Istituti comprensivi sono state coinvolte le classi terze, quattro classi ad Istituto e al Rossellini le sette classi quarte, venticinque classi in tutto per un totale di circa 500 ragazzi. Lo spettacolo, tratto dal libro di Nicoletta Grieco “La promessa e la memoria”, Edizioni “ChipiùneArt” che alterna al diario scritto postumo da Romeo Semproni, un ragazzo del ‘99 partito per la guerra a soli diciassette anni, il commento dell’autrice, è stato proposto nella forma di un’appassionante e commovente lettura scenica per la regia di Gianni Silano, con immagini e proiezioni video. Gli attori, Serena Ottardo e Gianni Silano, coadiuvati nella parte tecnica e video da Lorenzo Silano, oltre a leggerne ampi brani, hanno proposto anche una piccola antologia di canzoni originali e della tradizione, vero filo rosso che lega l’intera narrazione, rigorosamente cantate e suonate dal vivo. Nel gioco teatrale, infine, ha preso vita la figura di Paolina Semproni, madre di Romeo, nel libro evocata solo nelle cartoline scritte dal figlio ma che in scena si è manifestata in tutta la sua forza e drammaticità. Il suo grido di dolore per un ragazzo strappato alla casa e mandato a combattere così giovane per la Patria, i suoi monologhi, lucide e amare riflessioni sull’inutilità della guerra ma anche una vibrante denuncia contro ogni tentativo di considerare il conflitto una possibile soluzione ai problemi dell’umanità, hanno commosso tutti, ragazzi ed insegnanti. Ed è stata proprio la risposta dei ragazzi la vera sorpresa di questa esperienza. Nonostante la forma “lettura scenica” non fosse tra le più accattivanti ed immediatamente fruibili per la loro età (lettura ad alta voce a leggio, nessuna azione scenica) nonostante l’argomento storico (nei programmi di studio per gli Istituti Comprensivi ma non per i quarti del Cine TV) sia per la sua complessità e distanza temporale percepito dagli studenti di oggi maggiormente distante rispetto ad altri eventi, l’intenso silenzio in sala, il profondo coinvolgimento emotivo e i momenti di commozione sottolineati da applausi a scena aperta ci hanno davvero sorpresi e positivamente colpiti, superando di gran lunga ogni nostra aspettativa. Certamente le numerose proiezioni video, fotografie e filmati d’epoca sulla vita in trincea o con scene di combattimenti, il teatro delle ombre, la musica cantata e suonata dal vivo hanno reso più facile la fruizione, ma ciò che credo abbia davvero fatto la differenza è stata la relazione empatica ed emozionale che i ragazzi in sala hanno stretto con un loro coetaneo (o di qualche anno più grande) costretto a partire per la guerra, argomento purtroppo terribilmente attuale e sentito in questo preciso momento storico. La sua vicenda, anche se lontana nel tempo, ha toccato corde profonde e tale sensazione è emersa prepotente nei dibattiti al termine dello spettacolo. I suoi racconti, le sue parole scritte in un ottimo italiano, sono state ascoltate, ma forse sarebbe meglio dire vissute con grande attenzione e partecipazione. Dall’arruolamento al fronte, dalla vita in trincea ai combattimenti corpo a corpo, fino alla prigionia in un lager, la sua terribile esperienza ha stimolato la loro curiosità, ha vinto sulla naturale diffidenza propria dell’età adolescenziale ma soprattutto sulla tentazione di distrarsi e cadere nella routine dei social. Il metro di giudizio di noi adulti, quando ci rapportiamo con le nuove generazioni, è spesso pervaso da pregiudizi ma quando, al contrario, le stesse dimostrano senso critico, capacità di lettura critica, desiderio di provare emozioni, quegli stereotipi perdono di senso. Se al termine dello spettacolo le domande e le riflessioni allargano il senso del percorso, se in classe, in collaborazione con gli insegnanti, vengono elaborati testi di scrittura poetica, commenti, illustrazioni e disegni, se il libro (ogni classe ha ricevuto una copia) diventa parte integrante di una tesina di esame, allora il progetto “Romeo” ha travalicato il palcoscenico e raggiunto il suo obiettivo. Vorrei concludere queste mie riflessioni citando le parole dell’autrice Nicoletta Grieco: “Nelle righe di questo diario, anche se le gioventù di allora e di oggi, almeno in questa parte del mondo, non sono sovrapponibili, alcune cose poi tornano. L’amore per la mamma, la nostalgia, la solitudine, la paura, la forza prepotente della gioventù che vuole sopravvivere a tutti i costi. Tutto questo è senza tempo. Un giovane è un giovane a prescindere dall’epoca in cui nasce ed il suo anelito alla vita è immutabile, così come la sua irruenza. (….) Perché la storia ci appartiene, e diventa nostra, nel momento stesso in cui la completiamo con la nostra vita. La Storia insegna solo a chi la riconosce e la rielabora. Crediamo che Romeo abbia scritto il diario proprio per questo”. Non sapremo mai quale fossero le intenzioni di Romeo quando ha deciso di scrivere il suo diario. Forse voleva semplicemente fermare i suoi ricordi per raccontare la sua esperienza ai nipoti. Il nostro amico Giorgio l’ha ritrovato in una scatola, decine di fogli battuti a macchina con una vecchia Olivetti e una sera a cena ce l’ha mostrato. Romeo era suo nonno. “Facciamoci qualcosa” ha detto. Una decina di anni dopo Nicoletta l’ha pubblicato e io l’ho adattato per il teatro. Ora, grazie all’Associazione Italiana Ciechi di Guerra, il diario gira nelle scuole e già cinquecento ragazzi romani hanno conosciuto questa storia. È nostra intenzione continuare su questa strada. Ancora un sentito ringraziamento all’Associazione Italiana Ciechi di Guerra, al presidente Gr. Uff. Italo Frioni e al personale dell’Associazione.


Video presentazione dello spettacolo:

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Alcuni documenti, scritti e disegni, elaborati dai ragazzi che hanno assistito alle rappresentazioni avvenute negli Istituti












Testimonianze e commenti raccolti dopo la visione dello spettacolo

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